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La corte del South Carolina il 5 ottobre ha emanato un’importante decisione per i giocatori di poker, non solo dello stato, ma di tutta l’America, sostenendo che il poker è un gioco di abilità, e di conseguenza, agli occhi della legge, non dovrebbe essere considerato gioco d’azzardo. La Poker Players Alliance (PPA), principale gruppo di pressione del mondo del poker, con oltre 1 milione di membri in tutta la nazione, si ritiene soddisfatta del risultato ottenuto e applaude il ruolo della corte.
La questione è stata messa in discussione quando cinque persone sono state condannate per gioco d’azzardo illegale. Il tribunale ha deciso che il poker è un gioco d’abilità, ma ha lasciato alla corte suprema il compito di decidere se le leggi statali sul gioco d’azzardo fossero eccessivamente vaghe. La corte suprema si è dichiarata d’accordo con quanto stabilito dal tribunale e ha convertito le condanne. Oltre che a stabilire che le leggi dello stato erano vaghe (dal momento che si sarebbero potute utilizzare per condannare qualcuno che gioca a poker nella propria casa), la corte ha deciso di utilizzare la prova della predominanza, citando la “schiacciante” evidenza dell’abilità sulla possibilità.
Il direttore esecutivo della PPA, John Pappas, sostiene che il poker non debba essere considerato un crimine né nel South Carolina né da altre parti e continua dicendo “Siamo grati alla corte di aver confermato questa fin troppo “schiacciante” evidenza che prova il caso e protegge i diritti dei giocatori”.
“Tutti i giocatori di poker sono consapevoli del fatto che il gioco è basato sul fare la cosa giusta, non è una questione di pura casualità, e i giochi ad abilità predominante non possono essere classificati alla stessa stregua delle slot machine o delle lotterie” dice John Ridgeway, direttore della PPA per il South Carolina. “Siamo molto felici che il giudice abbia considerato la “schiacciante” evidenza e sia giunto alla stessa conclusione. Questa è una vittoria legale meritata per i giocatori, per il gioco americano del poker e per un senso comune di fronte alla legge”.